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lunedì 18 marzo 2013

Madrigali Magri - Lische (1998)

Seppur in larga parte debitore del suono louisvilliano dell'epoca in cui si formarono, Lische è da considerarsi episodio fondante della musica italiana perchè simboleggia il debutto di quel grande personaggio che è Succi, che ancora oggi riesce a stupire (si ascolti il recentissimo Quintale) e fornire prove di indiscutibile spessore.
L'opening track Isolami è un chiaro residuato slintiano che parte piano ed arriva forte, con l'aggiunta del suo chitarrismo nevrastenico. Scorrono, come in un film in bianco e nero, le aridità desolanti e nebbiose (Strada secondaria, Punti cardinali), i thrilling tesissimi (Ominide, Megacasma), e i gioielli rappresentati da Sogni d'oro (spettrale ambientazione in cui il sussurro inudibile di Succi si trasforma in un lontano, lacerante grido), e Fosca, due minuti e mezzo tambureggianti in cui voci diverse si rincorrono nel sottofondo, allucinate.
La personalità fortissima del trio era già un punto fermo: ma al tempo me li persi, complici le dubbie e confuse recensioni della stampa.

mercoledì 3 dicembre 2014

1999

1) Black heart procession - 2
2) Arab strap - Elephant shoe
3) Calla - Calla
4) U.s. Maple - Talker
5) Madrigali Magri - Lische
6) Trans Am - Future world
7) Necks - Hanging Gardens
8) Mogwai - Come on die young
9) Cul de sac - Crashes to light, minutes to its fall
10) Rollerball - Einäugige Kirche
11) Tenhi - Kauan
12) Caustic resin - Trick Question
13) Slaves - Devil's Pleasure
14) Sneaker Pimps - Splinter
15) Roger Eno & Peter Hammill - The appointed hour
16) Jackie-o motherfucker - Fig. 5
17) Jim O'rourke - Eureka
18) Cerberus shoal - Homb
19) Red stars theory - Life In A Bubble Can Be Beautiful
20) Sackville - The principles of science

Ancora intimismo e perdizione maudit da fine millennio per un anno non troppo memorabile. Non ricordo bene quali erano le tendenze del periodo, ma di certo non fornivano le novità più eccitanti. Così spiccavano le imprese dei BHP, nuovi poeti dell'esistenzialismo classico-depresso, di nuovo gli AS col loro disco forse più bistrattato (per me divino, of course), e gli esordienti Calla, con un disco strano a metà fra slow-core e avanguardia. Nelle retrovie sono sempre certi outsider a fare capolino, fra cui c'è da segnalare il debutto dei finnici Tenhi, però ancor distanti dalle imprese mirabolanti del decennio in entrata.

Misc
Peter Hammill - Typical
Arab Strap - Mad for sadness
Captain Beefheart - The Mirror Man Sessions (1967)
Three Mile Pilot - Songs from an old town we once knew
Chrome - Chrome Flashback - Chrome Live The Best Of
Don Caballero - Singles Breaking Up Vol. 1