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mercoledì 12 marzo 2014

Uochi Toki - Idioti (2012)

La traccia n. 10 si chiama La recensione del disco e basterebbe quel testo a capire il livello di denigrazione (anche un po' cattivella) che hanno gli UT nei confronti della stampa. Una sfilata di luoghi comuni che ha messo un po' in imbarazzo i vari recensori, diversi dei quali hanno effettivamente stroncato Idioti.
Io non sono un recensore e questo dischetto mi piace, al di là di quanto abbiano fatto prima e dopo. Ho sempre detestato il rap, ma gli UT non lo fanno in senso classico: i suoni sono scabri e minimali, totalmente atonali e squassanti, ed il rapper snocciola versi contorti, arzigogolatissimi, con un linguaggio moderno ma mai volgare, del tutto privi di rime come si converrebbe invece agli abusatissimi clichès del genere.
Poi si può discutere sul fatto che le storie siano infarcite di idiozie e inverosimilità, che gli UT siano spocchiosi ed antipatici, ma questo è un discorso che al momento non mi interessa. Qui ci sono almeno 3-4 tracce irresistibili che oggi sono in loop nella mia auto: Tigre contro tigre, Tavolando il pattino, Perifrastica e Al Azif.

venerdì 16 luglio 2010

Clouddead - Clouddead (2001)

Anche questo nasce dalla curiosità di svangare nella classifica dei best del decennio di Blow Up: almeno 5-6 firme hanno inserito questo disco e allora ho pensato, bè lo snobbai per prevenzione quando erano pompatissimi e perchè non sentirlo ora?
Prevenzione perchè io ho sempre detestato il rap, o hip-hop o come lo si voglia chiamare. Sono allergico a quella che definisco, più che musicale, una forma di intrattenimento messa in atto da poseur che snocciolano rime all'infinito, senza pressochè alcuna velleità letteraria e/o artistica.
Se poi mi vengono in mente i rapper italiani, poi, la pelle d'oca è quasi istantanea.
Comunque, questo trio americano ebbe la sua bella riconoscenza all'uscita del primo omonimo, che poi consisteva in una raccolta di 6 singoli tutti usciti in precedenza. Blow Up, come detto, impazzì per loro e io l'ho sentito solo adesso. Le sonorità sono davvero affascinanti e ci sono dei momenti molto alti: Apt. A (2), I promise never to get paint...(2), Bike (2), Jimmy Breeze (1), su tutti. E' un disco colorito e vario, in cui si mette in scena una sorta di rap cosmico e dopato oltre misura, costituito essenzialmente di beat-boxes, synth e samples come di rigore, con ritmiche lente e strascicate, ottimi momenti di ambient pura (Clouddead number five 1+2), trafigurazioni e paradossi surreali. Certo, il rappato non manca e per la mia allergia non è un gran bene, ma non inficia la qualità strumentale di fondo di questo bel dischetto. A detta di tutti, molto innovativo. Io sono troppo limitato per poterlo giudicare.