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mercoledì 18 maggio 2011

Sackville – The Principles Of Science (1999)

Breve ed intenso, l'EP finale di una carriera altrettanto breve e poco fruttifera per il quintetto di Montreal che nonostante l'importante esposizione di Constellation Records finì per sciogliersi.
Coordinati su un gentile e pacato folk elettrificato, sapevano toccare alcune giuste corde dell'anima per spiccare discretamente in un genere affollato come quello di competenza, con un violino essenziale a dare quel tocco di country cameristico che non guastava affatto, ed un uso curato delle educate vocals.
Se penso ad un collettivo odierno come i Balmorhea, occorre dire che i Sackville erano perfettamente in sintonia con i tempi e credo che li abbiano influenzati (si ascolti Blue Lips, per credere), sebbene più flemmatici. Da menzionare la tenue ballad autunnale If his shadow moves on the water e soprattutto la meravigliosa Four alarm fire, degna delle creazioni più riflessive dei grandissimi, indimenticati Rex.

sabato 26 giugno 2010

Meat Puppets - Up on the sun (1985)

Non avranno cambiato la storia e avranno anche beneficiato della raccomandazione di Cobain, ma i MP di questo disco sono stati veramente originali. E divertenti, in questa raccolta di frizzantissime canzoncine che definire country-punk è alquanto riduttivo.
Questa ristampa include diversi bonus e alternate takes che sono praticamente da buttar via, tanto il trio sembra sotto metadone per la flemma esecutiva a confronto dei prodotti finali.
Le acrobazie dei fratelli Kirkwood, nonostante avessero un batterista limitato, sono davvero uno spasso: le chitarre di Curt passano da arpeggi limpidi a tessiture elaborate, il basso di Cris pulsa insistente e pungente. Le voci sleazy, quasi stonate, contribuiscono a rendere ancor più peculiare lo scenario. Il melodismo della title-track apre in modo rilassato, ma le sorprese arrivano già col secondo pezzo Maiden's milk: un inusitata intro degna del progressive più acrobatico (quasi Yes!) prelude ad uno strumentale irresistibile in cui le linee vocali sono sostituite dai fischiettii. La baldanzosità di Away e Animal Kingdom è figlia del country quanto della psichedelia, tutto adeguatamente velocizzato ai dogmi del punk. Ma le aperture rurali e melodiche sono magistrali: gli scarti improvvisi di Hot pink, Swimming ground, Buckethead, sono contagi immediati per l'orecchio. Un songwriting che riesce a competere con quello contemporaneo di Westerberg, con un occhio di riguardo per le finezze strumentali (Enchanted porkfist, Creator) e per la psichedelia (Two rivers), rende questo album il vertice assoluto di una carriera alquanto contraddittoria, e che troverà ampia retribuzione nelle royalties incassate courtesy Cobain.

(originalmente pubblicato il 26/12/2009)