Chiamati a confermare un successo sempre più ampio col loro quinto album, i Primus riuscirono a tenere la barra dritta e chiusero il loro glorioso ciclo iniziale. Tales fu l'ultimo disco col trio originale, a seguito del quale il batterista Alexander se ne andrà, e per forza di cose da lì in poi non saranno mai più le stesse. Il tour a seguito li portò in tour anche da noi e nell'autunno di quell'anno assistetti ad uno dei primissimi concerti della mia vita, di sicuro il primo grande concerto serio. Non ne ho un ricordo molto nitido, complice la lontananza dal palco. Però so che il mio apprezzamento nei confronti dei Primus col passare degli anni è cresciuto, e Tales non fa eccezione. Un lavoro composito, ricco di sfumature, complesso e giocoso, scuro e virtuoso, con le acrobazie e le pirotecnie sempre una goduria per stimolare chi ama la tecnica applicata agli strumenti. Ed il gusto per l'avanguardia, per il nonsense, per il paradosso, per il Capitano, per i Residents, per il teatro dell'assurdo, per la possenza di un suono tremebondo che non perde mai il proprio impatto. Eterni.
giovedì 5 gennaio 2023
Primus – Tales From The Punchbowl (1995)
sabato 3 settembre 2022
Red Crayola With Art & Language – Black Snakes (1983)
Del a dir poco erratico percorso di Mayo Thompson (che come abbiamo appreso dalla memorabile intervista su Blow Up di anni fa, comprese persino anni di servizio da maggiordomo), Black Snakes rappresenta forse l'album più professionale, non si può dire normalizzato ma poco ci manca. Supportato dalla pirotecnica sezione ritmica Annesley / Taylor e da Allen Ravenstine a synth e sax (la militanza nei Pere Ubu era roba fresca), il geniaccio ormai trapiantato in Inghilterra si dava ad un funk bianco disidratato che rappresentava una svolta drastica rispetto all'epocale Soldier Talk, ovvero qualcosa di impossibile da replicare anche solo alla lontana. Ben venne quindi questa decina di funamboliche composizioni sardoniche e beffarde come da trademark, in cui la sua chitarra da il là ma lascia i fari al bassone sgusciante di Annesley, una questione quasi fusion, ben coadiuvato dal batterista Taylor. Ravenstine interviene saggiamente con discrezione per non fare il guastatore. Facile ritenerlo un titolo minore nella discografia, ma la genialità brada va apprezzata anche in contesti professionali.
mercoledì 29 giugno 2022
Pop Group – Y In Dub (2021)
Simpatica operazione del Pop Group che rispolvera le bobine originali di Y e le rimette in mano al produttore Dennis Bovell con l'intento di manipolarle, rimasticarle e tirarne fuori una versione in lucido, scintillante spirito dub. Ovvero uno degli ingredienti più latenti nel dna del PG; ne faceva parte, ma come tutto il resto non predominava mai, restava un po' sullo sfondo, si amalgamava in quel titanico meltin' pot grazie soprattutto al bassone di Underwood, la cui opera finalmente riesce a riemergere nella superba equalizzazione generale.
Y non aveva certamente bisogno di questo auto-tributo per essere rivalutato, ma dopotutto una spolverata sta sempre bene, soprattutto a chi non l'avesse mai ascoltato. In Dub rimescola anche la scaletta, rivoluziona gli assetti, non opera una fusione chimica ma scombina e scombicchera con cognizione di causa. 42 anni sono un'eternità, ma il PG ha ancora voglia di sconvolgere e farci dimenare anche e cervello.
domenica 26 settembre 2021
Screams From The List #100 - Glaxo Babies – Nine Months To The Disco (1980)
Forse la risposta più autorevole ai fantasmagorici Pop Group di Y, questo quartetto di Bristol che purtroppo non andò oltre un mini e questo unico album. Pur non avendo in line-up uno strumento aggiunto come la voce di Mark Stewart, potevano schierare un membro in comune con loro, il determinante chitarrista Don Catsis, e fornivano la propria versione di avant-wave-funk allo stato brado. I ritmi sincopati col bassone elastico in primo piano, peraltro di eccellente fattura, servivano da rampa di lancio per digressioni surreali e fantasiose come This is your vendetta, Seven days, la title-track, Promised Land, Dinosaur disco meets the swampstom, infarcite di sax impazziti, nastri, elettronica primitiva, concretismi e quant'altro. Davvero un peccato che la loro corsa finì qui, perchè avrebbero potuto dare ancora tanto a mio avviso, ma come avvenne per il Pop Group, la fiammella della creatività evidentemente non poteva durare a lungo.
sabato 21 agosto 2021
Clock DVA – Advantage (1983)
La summa di un percorso, iniziato in maniera molto arty e poi proseguita verso lidi sempre più cibernetici e freddi. Advantage segnò un punto di non ritorno, con la dissoluzione della sigla per oltre un lustro a vantaggio di Antigroup e le sue derive elettroniche. La migliore sintesi possibile di quello che Newton e soci potessero concepire ed elaborare: un funk-wave marziale, assistito finalmente da strutture compositive più fluide ed aperture melodiche di grande respiro, col basso di Dennis in grande evidenza. Una formula che, con l'adeguata promozione, avrebbe anche potuto riscuotere un certo successo di pubblico. Ma il gruppo si frantumò e la storia proseguì diversamente. Advantage è un prezioso fotogramma di equilibrio fra ricerca e concessione.
sabato 30 maggio 2020
Sausage – Riddles Are Abound Tonight (1994)
mercoledì 28 agosto 2019
Screams From The List #86 - Contortions – Buy (1979)
lunedì 6 maggio 2019
Primus – Sailing The Seas Of Cheese (1991)
domenica 2 settembre 2018
GoGoGo Airheart – Out Every Window The Snap Of Envy & Greed (2000)
mercoledì 6 giugno 2018
Gang Of Four – Entertainment! (1979)
lunedì 27 novembre 2017
Scream From The List 65 - James White & The Blacks – Off White (1979)
venerdì 14 aprile 2017
Tank Of Danzig – Not Trendy (1982)
martedì 6 dicembre 2016
Pop Group – Citizen Zombie (2015)
mercoledì 25 maggio 2016
Mi Ami – Steal Your Face (2010)
mercoledì 16 dicembre 2015
Tussle – Telescope Mind (2006)
mercoledì 4 settembre 2013
Primus - Suck On This (1989)
martedì 27 agosto 2013
Pop Group - For How Much Longer Do We Tolerate Mass Murder (1980)
mercoledì 20 febbraio 2013
Liars - 3 EPs 2002-2004
mercoledì 24 ottobre 2012
Gogogo Airheart - ExitheUXA (2002)
martedì 18 ottobre 2011
23 Skidoo - Seven Songs (1982)
Uno dei reperti di post-wave sperimentale di maggior pregio. Seven Songs fu il debutto che nel 2008 ha ottenuto la ristampa ampliata da frattaglie sparse su singoli e compilations dell'epoca, ed era un disco schizofrenico, imprevedibile ed avventuroso.Kundalini ne è un numero molto calzante: percussioni esotiche su ritmi elettronici, spirali sintetiche, voci marziali, rumorismi assortiti. Poi con Vegas el bandito sembrava che si svelasse la vera identità dei 23 Skidoo, grazie ad un febbrile funk bianco di gran classe, più tardi raddoppiato da Iy e completato dall'irresistibile Last words, che fu anche singolo. Qui si intravede una band sciolta e incalzante, in linea con altre realtà del tempo come A Certain Ratio e Gang Of Four, ed invece......
La vera anima dei 23S era quella dell'avanguardia, di un suono astruso, di una simbologia esoterica. L'allucinato notturno per fiati deliranti di Mary's operation, il lentissimo mostro meccanico di New Testament, l'incubo dark di Porno Base, la giungla satirica di Quiet Pillage.Oltretutto le bonus tracks non hanno proprio nulla da invidiare alla scaletta originale: la nevrosi ritimca di The Gospel Comes To New Guinea arriva a lambire terreni di psichedelia. Tearing Up The Plans forse è il loro capolavoro; inizia con una fase percussiva insistita, poi si ferma tutto in favore di un piano dissonante e di un laconico sax in sottofondo, che poi riparte pachidermico insieme alla serie di tablas e bonghi. Grezza e Geniale.
Chiudono il collage di recitati di Just like everybody e la danza africana di Gregouka, con inquietanti cori gregoriani sullo sfondo.
Difficili e scomposti, ma da recuperare.
















