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venerdì 21 ottobre 2022

Radiohead - Kid Amnesiae (2021)


Vent'anni sono un lasso di tempo adeguato per voltarsi ed analizzare la doppietta con cui i Radiohead sconvolsero il mondo, critico e non. Il mio parere è che restano due grandi, ottimi dischi, ma sostanzialmente sopravvalutati in chiave storica; il quintetto di Oxford non inventò nulla di nuovo se non esso stesso, con una buona dose di coraggio ma anche una visione mirabile, degna di ricevere il massimo riguardo. Il box set ad essa dedicata, pur in assenza di rimasterizzazione (e diciamocelo, non ce ne sarebbe stato alcun bisogno, vista la qualità produttiva, praticamente impossibile da migliorare), ci dona un extra-cd chiamato Kid Amnesiae, il vero centro focale dell'operazione. Di fatto un album di remix incentrato su un drappello di estratti, ma fatto dannatamente bene ed in affascinante soluzione di continuità: Like Spinning Plates, Morning Bell, Fast Track, How To Disappear from strings, in versioni notevolmente differente rispetto agli originali, ne escono con un figurone. Gli inediti sono contrastanti: le 3 Untitled sono brevi cuscinetti di raccordo, seppur ottime. Mediocre Follow Me Around, una ballad appartenente più alla genetica pre-Ok computer, mentre sbaraglia tutto il resto If You Say The Word, giustamente lanciata come singolo: un pezzo ombroso, fosco e dolente (oserei dire i Can in purgatorio....) nel miglior trademark che non c'avrebbe azzeccato un granchè inserito nei due album, ed infatti il suo destino è stato quello di finire sotto le luci della ribalta dopo un ventennio. Meglio tardi che mai per qualcosa che finisce dritto dritto nel best of  personale.

martedì 28 settembre 2021

Kim Gordon ‎– No Home Record (2019)


Sembra incredibile, ma Kim Gordon ha quasi 70 anni. Riflessione alquanto banale, ma che assume una valenza particolare nell'approcciarsi al suo vero e proprio debutto solista (!), che ho voluto ascoltare soltanto per le entusiastiche voci collettive al riguardo. La spalla della situazione è il giovane produttore di grido Justin Reisen, con cui KG condivide i crediti compositivi quasi al 50%, e che probabilmente è artefice fondamentale nell'elaborare un disco psicotico e sporco, un po' alla Suicide, che non inventa nulla di nuovo ma è fatto particolarmente bene. Limitate le chitarre, molta l'elettronica (spesso e volentieri vintagistica), ciò che emerge con nettezza è lo spirito ossessivo di quest'eroina sempre conturbante, che non si piega necessariamente ad uno stile o ad una produzione modaiola, ma asseconda il suo DNA per risultare aggiornata ai tempi. Per una che si dava in pensione da tempo, un ottimo risultato.

mercoledì 16 maggio 2018

Scala ‎– To You In Alpha (1998)

Dallo scisma dei divini Seefeel fra Mark Clifford ed il resto del gruppo, questi ultimi rinacquero come Scala e fecero 3 dischi in rapidissima sequenza prima di dissolversi. To you in alpha uscì su Too Pure e beneficiò della promozione di una indie-label ai tempi già fortissima, tant'è che ricordo di averlo trovato fra i cd di mio fratello, ai tempi invaghito del trip-hop più modaiolo. Era da giusto giusto 20 anni che non lo ascoltavo e devo dire che il tempo se lo porta bene; evidentemente il buon gene dei Seefeel non tradiva, pur privo del leader creativo.
Forse intendevano provarci, gli Scala, ad avere un po' di riscontro di pubblico: per quanto la componente trip-hop non fosse preponderante, in effetti potevano avere la stessa attrattiva degli Sneaker Pimps di Becoming X, ma in un contesto più colto e ricercato, se vogliamo. I vocalizzi di Sarah Peacock, nettamente più in primo piano rispetto al passato, le strutture compositive più legate alla forma canzone, una più che buona varietà di stili ed atmosfere, quanto bastava per non sembrare confusi od incerti. Ci sono alcune solenni meraviglie dirette discendenti del gruppo madre (Still, Remember How to breathe, Wires), qualche concessione alle melodie più cristalline ma comunque di qualità, addirittura una libera uscita sull'acid-rock (Colt, che sembra una outtake dei Loop di A gilded eternity), insomma più ingredienti per accattivarsi varie fette di pubblico. Che in fondo avrebbero meritato.