Quartetto misto olandese-tedesco dedito ad una free-fusion in stile scatenatevi bestie, improntato ad una selvaggia ostentazione di qualità tecniche, ma con il classico, irresistibile sound polveroso tipico di queste produzioni. Scaletta divisa fra sinuosi temi composti ed improvvisazioni belluine, in cui spicca soprattutto il batterista Courbois (le cui iniziali danno il nome al gruppo), un tornado alla Cobham. Poco altro da dire, se non che; non sono passati alla storia e forse un motivo ci sarà, ma un gradevole ascolto o due ci stanno alla grande.
mercoledì 22 marzo 2023
lunedì 6 febbraio 2023
Mako Sica / Hamid Drake Featuring Tatsu Aoki & Thymme Jones – Ourania (2021)
Sempre più similari ad un unità jazz mobile che fa spots e featurings, i Mako Sica affinano le loro escursioni con orgoglio e senso di comunità. Perso il polistrumentista Newell, Drazek & Fuscaldo conservano Drake e per Ourania alzano l'età media con nientemeno che il venerando Thymme Jones (tastiere e tromba) ed il jazzista giapponese Tatsu Aoki (liuto shamisen e contrabbasso). Prende forma così un quintetto sorprendentemente coeso che genera 5 lunghe passeggiate riflettenti, incentrate su una trance misticheggiante sterminata in cui ciascun personaggio sembra fare a gara con gli altri ad apparire più quieto e meno invasivo possibile. Una sfida molto dura sulla carta, ma che sfodera il senso intero dell'operazione: jazz psichedelico lunare, intriso di umiltà e umanità.
lunedì 4 ottobre 2021
Mnemonists – Some Attributes Of A Living System (1980)
Un anno dopo lo shockante esordio, il collettivo del Colorado eliminava la terminologia Orchestra e sfornava questo secondo, composto da 22 frammenti concatenati fra di loro. E di nuovo, piuttosto arduo trovare delle descrizioni: flusso magmatico senza soste che non lascia spazio all'immaginazione, Some Attributes è un labirinto inestricabile di chitarre dissonanti, fiati starnazzanti, percussioni di ogni tipo, un po' di elettronica antidiluviana, qualche sommesso schizzo di piano. Rigorosamente improvvisato, quasi senza overdubs, è un'esperienza atonale che va affrontata nella sua interezza, senza soste, per poterne apprezzare al meglio il concetto. Sempre che ve ne fosse uno a monte.
domenica 29 agosto 2021
Necks - Three (2020)
Formato diviso per l'ennesimo esercizio di Necks-style. Ogni nuovo disco lo affronto un po' con sufficienza, convinto che prima o poi mi sentirò un po' stanchino delle loro jam, ed alla fine senza fare stravolgimenti accade sempre qualcosa di inaspettato. Three, forse per il suo titolo così pleonastico, non contribuisce ad arricchire il loro catalogo in maniera significativa, ma funziona bene come un condensato di classicità intrinseca. Further è la campionatura del loro versante elegante, col ritmo sincopato e la strumentazione a pieni giri, la ritmica sempre uguale ed Abrahams a dividersi fra piano ed organo.
Bloom è l'emblema della loro rappresentazione di caos organizzato, con Buck ipercinetico a preponderare sopra gli altri. Un treno vellutato in corsa che genera ipnosi nevrotica.
Lovelock l'ambientazione sinistra, notturna ed inquieante. Lloyd-Swanton tremebondo a svisare con l'archetto, Abrahams superbo nel distillare i suoi sgocciolii, Buck viscido a sgusciare fra rullante e triangoli e chincaglierie.
Ogni nuovo disco, una nuova fiera delle vanità e della destrezza. Alla loro età, la sfida può essere soltanto contro sè stessi e le macchine che hanno in corpo.


















