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martedì 22 gennaio 2019

Cows ‎– Whorn (1996)

Giunti quasi a fine corsa, i Cows erano una garanzia nel bene e nel male. L'eversione dei dischi iniziali era progressivamente declinata e all'ottavo di nove Whorn la loro professionalità era al picco, nonostante la registrazione live in studio. Dopo la sublimazione di Sexy pee story non restava loro che la sfida di poter eguagliare tali livelli, di confermare la loro depravazione sonora in un quadro ben delimitato dalla crescente professionalità raggiunta.
Whorn quindi non toglieva nulla alla loro cifra stilistica, e provava a crescere con gli psicodrammi di Divorcee Moore, A Oven, Tropic of cancelled, in cui il loro proverbiale noise-punk si tinge di tratti jesuslizardiani e/o blueseggianti. Ed anche quando i ritmi si rallentavano, i veri eredi dei Dead Kennedys in fondo erano loro.

domenica 19 novembre 2017

Wives – Erect The Youth Problem (2004)

Prima di varare i No Age, Randall e Spunt erano in questo power-trio col batterista Villalobos (futuro Drunkdriver). Per loro, una manciata di split e quest'unico album; ho apprezzato molto i primi dischi del duo, ma oggi, scoprendo Erect the youth problem, col senno di poi difficilmente mi tornerà la voglia di riascoltare Nouns, figuriamoci i successivi.
Questo perchè è stato un peccato mortale che i Wives abbiano finito la loro corsa dopo così poco, dopo un disco così fulminante, fragoroso ed elastico. Formato da 14 tracce tutte piuttosto brevi, Erect trae la sua ispirazione diretta dall'antico hardcore evoluto di Black Flag ed affini di casa SST e lo trasporta nell'epoca del post-noise-rock, con un energia indomabile e soluzioni ritmiche quasi math, trascinato dalla performance superlativa di Villalobos. 
Satanassi.

venerdì 24 luglio 2015

Billy Bao - Dialectics Of Shit (2008)

Il basco Mattin è un performer a tutto tondo che basa il suo operato sulla provocazione fine a sè stessa, con risultati rilevanti anche in campo teatrale. Musicalmente invece impersona un pazzo furioso che semina decine e decine di lavori sotto diverse sigle, e com'è ovvio impossibile da seguire; le condivisioni sono fra le più disparate, cito soltanto Drunkdriver, Rocchetti, Malfatti, ma anche svariati performer giapponesi dediti alla onkyo-music moderna con tanto di assurde performances (esempio a caso il disco in cui ci sono due tizi che piangono per un ora).
Billy Bao è il suo gruppo noise-punk, quindi il progetto più musicale del mazzo, potrei dire accessibile, ma è un lampante ossimoro. Dialectics of shit è mezz'ora di pura alienazione e di violenza subdola, che in gran parte sembra un incrocio fra i Flipper e i Throbbing Gristle. I pezzi durano tutti 3 minuti esatti, di conseguenza brutalmente tagliati in un delirio sconclusionato per chitarre grattugiate ed accordate di gran lunga sotto il tradizionale, per voce rabbiosa e ritmi cavernicoli. Roba ben poco digeribile, ma la provocazione funziona.