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sabato 14 ottobre 2017

Bomis Prendin ‎– Phantom Limb (1980)


Originalmente autoprodotto nell’aulico formato di flexi disc, si tratta del secondo atto della geniale formazione di Washington; ho letto da qualche parte che pare sia stato proprio questo ad aver spinto i NWW ad inserirli nella list, anziché quell’oggetto volante non identificato che fu il debutto. Poco importa, la materia grezza è altrettanto scottante: composto da 13 tracce molto brevi (al massimo 2 minuti e mezzo), Phantom Limb è non meno eversivo col suo industrial-space-noise-pop, che passa da cantilene demenziali in salsa radioattiva (che faranno scuola agli Ubzub) a sinfonie per oscillatori impazziti,  da balletti meccanici marziali ad allucinazioni psicotropo-fantascentifiche come se nulla fosse, con pressochè tutto quello che ci può stare nel mezzo. Da manuale del sacro e genuino fuoco della follia.

sabato 2 luglio 2016

Von Lmo ‎– Red Resistor (1996)

Terzo ed ultimo disco ufficiale di Frankie Cavallo, anche se Discogs segnala un autoprodotto del '99 del quale non si trova traccia in rete. Chissà se il destino ci riserverà un'altro rientro a sorpresa, ma soprattutto chissà come se la passa a 60 anni suonati questo fanta-rocker dei perdenti e dei maledetti.
Su Red Resistor ci sono poche info; la più evidente è che la formazione non è quella di Cosmic Interception, bensì un rocciosissimo power-trio con in grande evidenza il chitarrista nippo-americano Tamura, uno scalmanato senza ritegno. Si tratta sicuramente di un live registrato in studio a New York, e se si trattasse veramente della fine della sua storia, ritengo sia perchè dopo questo inferno non sembra esserci rimasto più nulla da suonare.
Soprattutto non si può andare oltre i 31 minuti di X + Z = 0, un'interminabile sarabanda di space-noise che spazza via qualsiasi cosa, compresi i 10 di Mass destruction, cingolato marziale che apre il programma. Più relativamente canonici gli altri due pezzi, sulla scia del robot-metal di Cosmic Interception. Difficile dire se quale sia più indispensabile questo eccesso di violenza o l'altro, più per modo di dire sotto controllo. Diciamo che Red resistor si comprende meglio dopo aver preso coscienza del personaggio, che resta un mito totale.

lunedì 9 febbraio 2015

Screams from the list 3 - Bomis Prendin - Test (1979)

Una delle scoperte più eccitanti della list è questo gruppo di mattacchioni di Washington che incredibilmente risulta essere ancora attivo, nonostante una decina scarsa di pubblicazioni di vario formato in 35 anni. Non si potrà dire che hanno inflazionato il mercato.
La mezz'oretta contenuta in Test è fulminante, un bignami di follia schizofrenica senza alcuna regola. Stapleton fu davvero veloce nell'intercettarli e porli sulla lista, vista la contemporaneità di Chance meeting. Gli estremi temporali del disco sono le cose meno anormali, o per meglio dire musicali in senso stretto: lo stomp spastico di Rastamunkies sembra mettere subito di buon umore, la seconda Artemia salinas è una splendida elegia allo sballo; in coda Auto-acupuncture chiude con una cantilena acidissima carica di nastri ed effetti.
E' quello che c'è nel mezzo che fa sensazione; dei Vas Deferens Organization lo-fi con 15 anni di anticipo, dei Residents con la smania di fare più rumore possibile, dei Throbbing Gristle con molto più senso dell'umorismo, un Helios Creed totalmente fuori controllo. In tutto questo caos di sirene, spirali, corde martoriate, fischi, bubboni e pedali, appare miracolosamente una visione, che non è per nulla naif. Come avvertono sul proprio sito, questo suono contiene powerful psychoacoustic resonant frequencies that actually alter your brain waves as you listen...