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martedì 5 dicembre 2017

Ry Cooder ‎– Paris, Texas - Original Motion Picture Soundtrack (1985)

Ovvero come il buon cinema possa regalare emozioni e profondità anche a musiche non particolarmente amate. Di Ry Cooder in sostanza non me n'è mai fregato nulla, non l'ho mai neanche approfondito ma leggendo le cronache non penso di perdermi nulla che mi farebbe girare la testa. 
Per quella pellicola struggente e visionaria di Wim Wenders che fu Paris, Texas, Cooder creò dei paesaggi sliding-blues acustici che, ascoltati nel momento della visione, pensai non fossero per niente male, per essere di servizio. Note stentoree, rarefatte, limpide; una chitarra che pesa i tocchi con riflessione, che fa le impennate e poi piomba a terra, mai narcisa. Disincantata.
Riascoltandolo senza l'ausilio delle immagini, Cooder appare un performer umile, perfettamente calato nella parte, quasi come se fosse uno degli attori. D'altra parte, come si potrebbe pensare a Walt che vagabonda per quelle strade senza la sua musica sotto?
Magistrale.

domenica 17 gennaio 2016

Kevin Coyne ‎– Marjory Razorblade (1973)

Un po' di vecchio gradevole folk blues alla britannica ci può stare, per questo autore dimenticato da tutti, che era in possesso di uno stile vocale pressochè unico. Fece parte di una generazione gloriosa di songwriters inglesi (Drake, Martyn, Harper, Van Morrison) ed ebbe anche qualche soddisfazione commerciale, ma per qualche motivo non è stato adeguatamente consegnato ai posteri.
Colpa, forse, di uno stile poco elegante, per non dire sgraziato, e di quella voce squillante e sguaiata che avrà diviso nettamente estimatori e detrattori. Marjory Razorblade fu doppio album, arrangiato in maniera spartana ma con un gusto tipico dell'epoca, equamente diviso fra pezzi interamente acustici e fra gli altri con band di supporto al completo. Resta scolpito nella memoria un pugno di canzoni a dir poco memorabili (Eastbourne Ladies, Old Soldier, Nasty, House on the hill), baldanzose ma anche a tratti toccanti, che avranno un influenza enorme (e dichiarata) su Will Oldham. Il secondo verteva più sul solitario, facendo un po' scendere il risultato finale ma con qualche impennata degna comunque di nota (Chairman's ball, Chicken Wing). Per un paio d'ore disimpegnate e per un immersione in epoche ormai lontane come ere geologiche.