Dopo la rivelazione del debut-album, di cui tutti restarono un po' sorpresi, il secondo non ha riscontrato gli stessi umanimi consensi. E adesso il terzo, con la critica freddina, per non dire contrariata. Ma dico io, cosa deve fare, di questi tempi, un gruppo che con fatica riesce a costruirsi una formula originale ed a proporla con un adeguato supporto promo-produttivo come quello della Matador? Deve portarla avanti, deve esplorare il filone fintanto che ne è convinto e che fa uscire dischi belli come There Is No Year, perchè di questo si tratta, del terzo centro degli Algiers e del suo nume FJ Fisher, performer emotivo e virtuoso come pochi. A livello architetturale, le composizioni concedono qualcosa alla fluidità ed alla melodia, ne escono capolavori come Dispossession, Unoccupied, Repeating Night, che rinforzano il mio personale convincimento che questo vocalist invasato sia la perfetta incarnazione di un coloured Nick Cave dei giorni nostri.
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domenica 10 ottobre 2021
Algiers – There Is No Year (2020)
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lunedì 5 marzo 2018
Algiers – The Underside Of Power (2017)
Neanche due anni dopo il sorprendente esordio, gli Algiers tornano più pompati che mai dalla Matador, forti di un nuovo acquisto alla batteria, l'ex-Bloc Party Tong, che detto così a bruciapelo potrebbe sembrare fonte di pericolo, ed invece si limita (o viene limitato?) a fare il gregario.
Perchè, svanito l'effetto sorpresa di Algiers le nebbie si diradano e viene fuori il valore effettivo di una proposta che resta davvero valida ed originale. Quell'elettro-gospel decadente di ghiaccio bollente che aveva catturato la nostra attenzione è rimasto sostanzialmente sè stesso, con qualche variante e qualche punto in più a favore della musicalità/negritudine in senso stretto (la title-track ci suggerisce che il futuro potrebbe pendere da quella parte, e la prospettiva non sembrerebbe davvero male!), senza nulla togliere alla teatralità apocalittica che regna alla base dell'Algiers-concept. Quindi, un altro bel colpo che non supera il debutto, ma fare di meglio sarebbe stato quasi impossibile, restando nella stessa area.
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mercoledì 6 aprile 2016
Algiers - Algiers (2015)
Il cantante/compositore degli Algiers, Fisher, sostiene in un intervista che era da circa 7 anni che il gruppo lavorava alla formula che lo ha portato al debutto con uno dei dischi più belli dell'anno scorso. Di questi tempi, un segreto è da tenere più nascosto che in passato e quelli della Matador c'hanno visto lungo nel metterli sotto contratto in tempo.
Se Nick Cave fosse nato di colore, in Georgia, nei primi anni '90, oggi suonerebbe più o meno come gli Algiers, che mettono in campo un ossimoro sonoro difficile da immaginare prima: le sonorità scabre della cold-wave e dei pionieri elettro-rock contro un canto tipicamente gospel. Fisher vocalizza come un invasato ma ha le doti giuste per non far sembrare forzoso il contrasto. L'insieme cattura al primo ascolto e si conferma ai successivi; il gospel non è certamente fra le mie cup of tea ma Algiers è un ibrido curioso ed inaudito e le canzoni sono quasi tutte molto belle. Bravissimi.
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