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martedì 31 marzo 2020

Wipers ‎– Youth Of America (1981)

Il secondo album dei Wipers, due anni dopo Is this real?, denotava una crescita irregolare. Anzichè progredire verso l'hardcore o verso la new-wave, Greg Sage se ne stava per una strada tutta sua, contribuendo ad una forma embrionica di grunge, grezzo e contaminato in anticipo. La vorticosa Can This Be e la dimessa altalena di No Fair in effetti possono ascriversi a progenitori di Nirvana e dintorni, giustificando la decantata ammirazione di Kurt Cobain. Ma non sarebbe corretto limitarsi a questo: il fragore psichedelico dei 10 minuti della title-track, l'iniziale Taking Too Long, quasi una precursione del Grant Hart adulto, i clangori quasi gotici di Pushing The Extreme ed il lungo melodramma acido di When It's Over, tutto denotava un autore maturo e pronto per un capolavoro omogeneo pronto in canna.

martedì 10 novembre 2015

Wipers ‎– Is This Real? (1979)

Anche dopo l'ascolto dei primi Wipers, non cambio la mia idea: i veri inventori del grunge furono i Replacements. E' vero che il gruppo di Portland ha avuto la sua grande importanza sull'alternative-rock americano, ma in sostanza erano un espressione punk, non nichilista e spesso tendente al pop.
E' anche vero che l'adorazione di Kurt Cobain (culminata in ben 2 covers) nei loro confronti ha contribuito a sviare un po' le idee, però i Tergicristalli avevano come punto di origine il rock fragoroso e altamente melodico degli Who, lo traslavano in un ottica post '77 e solo marginalmente lo contaminavano con le ritmiche secche della new-wave. Le tempestose composizioni di Greg Sage ebbero un influenza decisiva, più che sui Nirvana, su bands come i Chainsaw Kittens ed affini, ovvero quelle per nulla inclini agli sbalzi depressivi del grunge e più concentrate sull'energia, possibilmente positiva, della musica in sè. 
E' un peccato che Is this real sia stato registrato così lo-fi, un po' della genuinità del gruppo viene danneggiata ma resta un disco di un ebbrezza punk contagiosa.