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Il canovaccio portante dei Jessamine sta in lunghe improvvisazioni in cui il quartetto si compiace un po' troppo delle proprie capacità, spesso strumentali (le parti vocali erano anche evitabili, vista la poca consistenza) e dilatati all'impossibile. Le frasi di organo possono riportare a certe formazioni dei tardi '60, quando non ai Pink Floyd più oscuri. La ritmica saltellante che spesso sale alla ribalta fa venire in mente i Can.
Occorre riconoscere ai Jessamine una certa competenza in materia lisergica, oltre che meramente di tecnica, ma Long Arm of coincidence alla lunga finisce per stancare un po', denotando un autoindulgenza paurosa.
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