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A dir la verità, Psycho candy vive un dualismo che alla lunga rende il disco godevolissimo anche dopo un quarto di secolo; le ballad quiete e zuccherose (Just like honey, Cut dead, Some candy talking, Sowing seeds) semi-acustiche e dirette eredi del jingle-jangle anni '60 evidenziano comunque una buona scrittura pop da parte dei fratelli Reid. Ma ciò che rese famosi i JAMC erano per l'appunto gli ispidi e fischianti treni di The living end, In a hole, Never understand, Inside me (i migliori), indiavolati manuali di punk-pop altamente infiammabile.
Un ambito che poi finiranno per abbandonare progressivamente verso un easy listening-indie di maniera, mentre intanto la legione di complessi a loro ispirati inizieranno ad accalcarsi sullo scenario shoegaze di fine '80 inglese.
questo è davvero 1 bel disco! peccato che rimarra unico.....
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