
Perchè se Valentino era un gran disco, questo debutto manifestava una creatività ed un esuberanza strabordante, un'ora abbondante in cui Mastro Sutherland e compagnia saltavano di palo in frasca nella creazione di misture inedite. Fra folk arcano, indie-shoegaze, etnie stralunate, ancestralità progressive, jazz pellegrino e quant'altro.
Ricordo che ai tempi andava di moda il termine crossover, anche se era riservato soltanto ad alcune band popolari e dedite a certe sonorità prettamente dure. La popolarità i LFK non la ottennero, ma se c'era un crossover vero ed applicato era il loro sound, imprendibile, fantasioso e dalle mille sfaccettature.
Diavolerie dei dimenticatoi.
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