Le burrasche elettromagnetiche dei La Otracina potranno essere anche vetuste e rancide, a voler essere integralisti di un moderno che fra l'altro fa sempre più fatica ad esserlo. Ma se c'è in giro una band negli ultimi anni che riesce a fare del dirompente space-freak-jamming con ottimi risultati è il trio di Kriney, Sobel e Morgia (qui ancora presente prima dell'abbandono). Quindi doppio assalto di chitarre e niente basso, nonchè la solita batteria d'assalto, da imbarbarimento senza ritegno del free-jazz. Ed interamente strumentale.
Difficile tratteggiare un percorso di Tonal ellipse of the one, composto da 5 lunghe tracce. A parte qualche breve passaggio di evitabile hard-blues, è un labirintico trip in cui le improvvisazioni brade e gli sballi più rumorosi fanno da ingombrante contorno ad alcuni bellissimi passaggi come in Nine Times the Color Red Explodes Like Heated Blood e Ode to Amalthea, svettanti per ispirazione.
In particolare l'ultima, che mi fa pensare al concetto di ancestralità dei primi anni '70, della Germania, di tutto ciò che ispira i La Otracina. Più ci si allontanta temporalmente, più a volte acquista valore.
Di nuovo problemi col mediafire del c...o.
RispondiEliminaQuando hai tempo potresti metterlo anche altrove? Grazie.
Sostituito.
RispondiEliminaSe può consolare, è finita di MF. Mi hanno messo i paletti :-)
Grazie per il re-up!
RispondiEliminaPerché non provi il nuovo Mega?
Uh, mi sa che è ancora in versione beta, no?
RispondiEliminaE poi c'è di mezzo il solito Kim Ciccio, per me gli tagliano ancora le gambe in breve tempo :-)