Non voglio continuare a menarla come altre volte in cui ho decantato la grandezza dei Tar, perchè Jackson in sostanza non svetta nè più nè meno degli altri; fu importante perchè segnava l'ingresso del nuovo bassista Zaluckyi, questo sì, e conteneva un altra manciata di pezzi stratosferici da inserire in un ipotetica raccolta / manuale dell'alt-noise fatto di banchi chitarristici rumorosi ed intarsiati, ritmiche martellanti e violenza a lucido rilascio. Il collasso nervoso a rotta di collo Land luck, il beffardo hard-punk ad alte ondate di Short Trades, lo psicodramma sonico Cross offer e la complessa, furiosa questione di Dark Mark, che con i suoi stop and go rappresenta un'anticipazione di quanto saranno in grado di rilanciare col disco successivo. E' che un ricordo periodico ci vuole.
Dreamboat - Dreamboat (2016)
2 ore fa
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