Il brano d'apertura, Falling to pieces part one, mi fa pensare che se i Pink Floyd fossero nati nel 1994 in Canada e senza ascendenze blues avrebbero suonato esattamente così, con quelle chitarre echeggianti. Lo strumentale ad alto contenuto energetico Broken spings si dirama per 10 minuti fra deragliamenti impazziti e libere percussioni. J.B.O. vs. Blin e Make winter a driving song sono splendidi quadretti che mi fanno capire da chi sono stati influenzati i Mogwai più pastorali, quelli dello Stanley Kubrik Ep. Una degna chiusura al disco è Falling to pieces part two, che ovviamente riprende il tema iniziale senza sezione ritmica, con l'aggiunta di un recitato che fa very soundtrack, di flauti ed effetti al contrario e una coda pianistica assolutamente emozionante, da far venire la pelle d'oca.
Se fossi un regista e dovessi inquadrare il finale di un mio film con un sottofondo vibrante utilizzerei questi 3 minuti finali.
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